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: Cambio sede Campionati Regionali Esordienti B

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la Federazione Italiana Nuoto, delegazione Puglia comunica il cambio sede Campionati Regionali Esordienti B:

In riferimento alla comunicazione Prot. N° 272 del 01/12/2015 si comunica che per indisponibilità dell’impianto la sede delle gare in oggetto è stata spostata da Modugno a Putignano.

Olimpiadi di Rio. Pellegrini portabandiera

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da www.federnuoto.it

Federica Pellegrini sarà la portabandiera della delegazione italiana alla 31esima edizione dei Giochi Olimpici estivi, a Rio de Janeiro. L'investitura della campionessa di nuoto è stata annunciata formalmente dal presidente del CONI, Giovanni Malagò, ai membri di Giunta riuniti stamane al Foro Italico per la 1045ª seduta della storia, a Roma. La cerimonia di apertura si svolgerà il 5 agosto presso l'Estádio Jornalista Mário Filho, il Maracanã, proprio il giorno del suo 28esimo compleanno.

Innumerevoli le pagine di storia firmate dalla "divina del nuoto", che a 16 anni e dodici giorni diventa la più giovane atleta italiana di sempre a salire su un podio olimpico individuale con l'argento nei 200 stile libero ad Atene 2004, riportando una nuotatrice italiana sul podio olimpico dopo 32 anni da Novella Calligaris (argento nei 400 sl; bronzo negli 800 sl e 400 misti a Monaco 1972). Nata a Mirano il 5 agosto 1988 da papà Roberto (che oggi compie 58 anni, auguri) e mamma Cinzia, che vivono a Spinea insieme al fratello minore, Alessandro; Federica Pellegrini conquisterà l'oro olimpico quattro anni dopo, a Pechino 2008, nelle insolite finali nuotate al mattino, col record mondiale di 1'54"82.

Nella sua carriera - in auge dal primo titolo italiano vinto a Ravenna nell'aprile 2003 ai campionati assoluti primaverili nei 100 stile libero in 55"95 - conquista 44 medaglie internazionali tra cui 2 olimpiche (un oro e un argento), 9 mondiali (4 ori, 4 argenti e un bronzo), 11 europee (6 ori, 4 argenti, un bronzo) in vasca lunga e 4 mondiali (un argento e 3 bronzi) e 14 europee (7 ori, 2 argenti e 5 bronzi) in vasca corta, stabilendo 11 primati mondiali; diventa la prima e unica atleta a firmare due doppiette nei 200 e 400 stile libero in due edizioni consecutive dei campionati mondiali, peraltro tornando dai tessuti "gommati" (Roma 2009) a quelli in tessuto (Shanghai 2011), e nel giorno del ventisettesimo compleanno, il 5 agosto scorso, conquista l'argento nei 200 stile libero a Kazan diventando la prima e unica atleta a salire sul podio mondiale della stessa specialità per sei edizioni consecutive.

In carriera le manca solo l'oro ai campionati mondiali in vasca corta dove ha detenuto il record del mondo dei 200 stile libero per 6 anni (2008-2014); mentre continua a detenere il primato mondiale in vasca lunga col tempo con cui conquistò l'oro ai mondiali di Roma 2009, ovvero 1'52"98.

Il 18 dicembre scorso aggiunge un'altra perla alla sua infinita collana di successi: vince con la staffetta del Circolo Canottieri Aniene la 4x100 mista ai campionati assoluti invernali di Riccione e conquista il 100esimo titolo italiano della carriera; adesso è a quota 106 (56 ai primaverili, 28 agli invernali e 22 agli estivi; 59 individuali e 47 in staffetta).

"Ringrazio la Giunta Coni per avermi affidato un ruolo così importante e prestigioso - racconta Federica Pellegrini al salone d'onore del CONI - Il mio nome era comparso tante volte sui media, ma per scaramanzia ho preferito non crederci sino all'annuncio. Sono molto contenta. Orgogliosa. E' un'emozione forte. Lo sport rappresenta la mia vita; la mia grande passione. La mia carriera è stata piena di alti e bassi. Ho perso e ritrovato la strada, così come persone a me care. Vorrei portare a Rio la voglia di combattere, di non arrendersi mai. Spero che gli italiani guardandoci si sentano un po' più italiani qualsiasi sia il risultato di ogni singolo atleta. Ciò significherebbe che lo sport avrebbe davvero vinto. Alle Olimpiadi sono passata dalla dimensione di bimba incredula nel 2004 a quella di portabandiera - continua - Il nuoto è uno sport per lo più individuale, ma ci sono anche le staffette che rappresentano la squadra e per cui ho sempre provato a dare qualcosa in più. Vincere insieme è bellissimo. Ho tante persone da ringraziare per lo sviluppo della mia carriera sportiva. Ai campionati europei di Budapest, nel 2006, ho dovuto rinunciare alle semifinali dei 200 stile libero; avevo una spalla da buttare. Ho rischiato l'operazione che per un atleta può significare anche la fine della carriera. Il presidente Giovanni Malagò mi è stato vicino fin da allora, il cittì della nazionale Alberto Castagnetti mi ha detto di cancellare tutto e mi ha chiesto di andare al centro federale di Verona ad allenarmi con lui. Dopo due anni ho conquistato l'oro olimpico a Pechino, peraltro dopo una grandissima sconfitta nei 400. Entrambi hanno creduto in me e li ringrazierò per sempre". Poi Federica racconta le sue tre edizioni olimpiche. "Sono arrivata ad Atene 2004 con la spensieratezza di una ragazzina che non sapeva cosa fare; ero pronta per i 100 stile libero, poi è arrivato il primo tempo nelle semifinali dei 200 stile libero e la medaglia d'argento da portare a casa dove mi aspettavano i miei genitori increduli e già contenti per la convocazione in nazionale. A Pechino 2008 ho coronato un grande sogno dopo aver ricominciato tutto da capo nel 2006 e dopo una grandissima sconfitta nei 400 stile libero. Londra 2012 invece è la più grande delusione della carriera perché non mi sono sentita pronta a competere. Già prima della finale sapevo che non sarei riuscita a sostenere il passo delle altre. Così ho deciso di vivere un anno meno intenso e di intraprendere un nuovo percorso. Delle aspettative per Rio de Janeiro preferisco non parlare per scaramanzia, ma ho più volte detto che, a prescindere dal risultato, l'importante sarà arrivare al massimo delle mie potenzialità". Il futuro resta un punto interrogativo. "Dopo le Olimpiadi rifletterò. Da un lato c'è la voglia di fare una vita diversa; da un altro il desiderio di continuare in quell'ambiente che vivo da quando sono bambina. Di certo se continuassi non sarebbe per una stagione, per disputare un campionato mondiale in più, ma per arrivare alle Olimpiadi di Tokyo 2020 per dare un contributo importante alle staffette". Federica Pellegrini si è presentata con la tuta ufficiale della nazionale olimpica EA7 griffata Armani. Sul petto la coccarda di Roma 2024. "Arrivare da atleta alle Olimpiadi del 2024 sarebbe impossibile - chiarisce subito - ma mi farebbe piacere dare una mano in caso di organizzazione". La delegazione italiana sfilerà per 103esima su 206 nazioni accreditate alle 21.20 del 5 agosto; in Italia saranno le 2.20 del 6 agosto. "Sarà la prima cerimonia inaugurale a cui parteciperò - conclude - Ne sarei stata particolarmente contenta anche se non avessi avuto l'onore di essere la portabandiera. Purtroppo nelle tre edizioni precedenti non era stato possibile perché il nuoto comincia sempre il giorno dopo. In questo caso non nuotando i 400 e avendo le batterie ad ora di pranzo, piuttosto che al mattino, sarebbe stato comunque tutto diverso. Quattro anni fa ho vissuto da vicino la preparazione della portabandiera Valentina Vezzali. L'ho vista mentre si preparava. Era contenta. Sono già emozionata solo a pensarci".

Estremamente contento anche il presidente della Federnuoto Paolo Barelli, membro di Giunta: "Ritengo sia la scelta più giusta; un riconoscimento meritato ed attribuito ad un'atleta straordinaria, con una carriera ricca di successi, costruita grazie a talento, tanto lavoro e passione per il nuoto. Insieme ad altri campioni eccezionali del recente passato, come Massimiliano Rosolino, Domenico Fioravanti e Filippo Magnini, Federica ha portato il nuoto in una dimensione d'élite, più vicina alla quotidianità, agli interessi delle famiglie italiane. Questo conferimento premia anche il lavoro delle società che consentono al nuoto di continuare a crescere in termini di praticanti e a mantenere una ciclicità di risultati di prestigio, svolgendo peraltro un ruolo determinante nella formazione sociale delle persone e nella promozione delle discipline acquatiche sul territorio e per la salvaguardia della vita negli specchi d'acqua; ed è motivo di orgoglio anche per la nostra Federazione, che finora era stata rappresentata in veste di portabandiera solo dal grande Klaus Dibiasi alle Olimpiadi di Montreal 1976. Federica sarà la prima nuotatrice; vanto dello sport italiano".

La regina azzurra, che si allena al centro federale di Verona da circa 10 anni, ha legato la sua carriera a tre società - Serenissima Nuoto di Mestre, DDS di Milano e CC Aniene di Roma - ed ai tecnici Max Di Mito, Alberto Castagnetti (cittì della Nazionale prematuramente scomparso nell'ottobre 2009), Stefano Morini, Philippe Lucas, Federico Bonifacenti, Claudio Rossetto e Matteo Giunta. Insieme a Martina Caironi, alfiere alle Paralimpiadi, Federica Pellegrini riceverà dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il tricolore da esibire durante la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Rio de Janeiro. La cerimonia di consegna è fissata mercoledì 22 giugno alle ore 10.30 al palazzo del Quirinale. Sarà una giornata da brividi. Emozioni. Storia.

Federica Pellegrini è la quinta portabandiera donna dello sport italiano ai Giochi Olimpici estivi. La prima fu la ginnasta Miranda Cicognani a Helsinki 1952 (in quell'occasione anche il Cile ebbe una portabandiera donna; fu la prima volta nella storia olimpica); seguirono la saltatrice in alto Sara Simeoni a Los Angeles 1984, le schermitrici Giovanna Trillini ad Atlanta 1996 e Valentina Vezzali a Londra 2012. Nessun paese - tra i primi 10 al mondo - ha mai avuto 5 portabandiere donne.

Foto Mezzelani - GMT tratta da www.coni.it

Campionato Regionale Esordienti A: Alla Fimco Sport Il Titolo Indoor 2016.

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da www.federnuotopuglia.it

 

Si è disputato domenica 24 e lunedì 25 aprile nella piscina di Calimera (Lecce) il Campionato Indoor di nuoto dedicato agli Esordienti A, una due giorni di intense gare che ha visto sul gradino più alto del podio la Fimco Sport vincere con 188 punti finali, davanti alla Icos Sporting Club con 173 punti ed alla Sport Project con 144 punti.

Tra gli atleti plurimedagliati si distinguono Erika Gaetani dell'Olimpica Salentina, anno 2004 e Ludovico Sassi della Aquarius Piscina Canosa con 5 ori, seguito da Angelo Gentile della Otrè Noci, anno 2003, Luca De Tullio della Sport Project, Benedetta Pilato della Mediterraneo Taranto, anno 2005 con quattro ori.

Grande soddisfazione in generale di tutti i team manager sulle pagine dei social, un edizione che ha visto un netto miglioramente della quasi totalità degli atleti in gara, con ben 52 atleti a podio di 19 società diverse, sintomo di un eccellente lavoro svolto su tutto il territorio pugliese.

Da questi atleti verranno selezionati da parte del Comitato FIN Puglia una rappresentativa che farà parte del Team Puglia impegnato a al 20° Trofeo Italo Nicoletti del 3-4-5/06/2016 a Riccione.

 

Stefano Palazzo Responsabile Comunicazione Settore Nuoto Agonistico

Aniene Campione d'Italia, con Elena Di Liddo anche la Puglia nell'Olimpo del nuoto italiano!

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da www.federnuoto.it

 

Aniene Campione d'Italia, Fede da record.

Settima doppietta di fila del Circolo Canottieri Aniene che si conferma campione d'Italia con entrambe le squadre, per l'ottava volta con i maschi e la nona con le femmine. Gli atleti del sodalizio romano hanno chiuso davanti a tutti: con 132 punti i ragazzi e con 107.50 le ragazze. "Sono molto felice per i nostri atleti che ancora una volta hanno dimostrato il loro attaccamento ai colori sociali e che, anche dopo cinque giorni di campionati assoluti impegnativi e dispendiosi, hanno moltiplicato le forze - commenta il direttore tecnico dell'Aniene Gianni Nagni - Mi dispiace per la contrattura alla schiena che ha impedito a Luca Dotto di gareggiare nel pomeriggio e che ha privato la Larus Nuoto di un atleta fondamentale; sono solidale con loro. Sottolineo con piacere che, a prescindere dal numero di campionati vinti, negli ultimi dieci anni abbiamo sempre totalizzato la migliore somma-punti nelle due classifiche e questo è un segnale di forza della società. Grazie e complimenti a tutti, atleti, tecnici e dirigenti". La sessione pomeridiana è illuminata dal record di Federica Pellegrini nei 100 stile libero. La pluricampionessa non risente della fatica e vince in 52”17 (25”62 ai 50 metri) migliorando di 39 centesimi il precedente che aveva nuotato il 4 dicembre scorso ai campionati europei di Netanya (52”56). “Sono molto contenta del record italiano, anche se in vasca corta, perché è un nuovo miglioramento personale ed è un’indicazione confortante sul lavoro svolto. Dopo questa mattina non pensavo di nuotare così velocemente perché la stanchezza si faceva sentire, invece mi sono tuffata e ho tenuto fino alla fine. Avevo chiesto a Gianni Nagni di barattare i 400 con i 100 perché avevo già avuto buone indicazioni dalle gare in vasca lunga”. Con questo risultato Pellegrini avrebbe scalato un gradino nella finale agli europei classificandosi quarta, anziché quinta, davanti all’olandese Femke Heemskerk (52”53). “Federica ha dimostrato che il cammino intrapreso nel corso della stagione è estremamente positivo – commenta il direttore tecnico della nazionale Cesare Butini – La Coppa Brema ha espresso anche altre ottime prestazioni, come ad esempio quelle di Erica Musso. Ciò dimostra che a volte la prestazione arriva un po’ di ritardo rispetto a quando richiesta, pertanto che il lavoro svolto è corretto. Ma tutti gli atleti che vogliono nuotare ad alto livello devono abituarsi a gareggiare sotto pressione e ad esprimersi nel momento richiesto". Erica Musso (Andrea Doria) vince i 400 stile libero della serie A1 con 4’01”39 migliorando sensibilmente il primato personale (4'02"28). Buon riscontro cronometrico anche di Filippo Magnini (CC Aniene) nei 200 stile libero in 1’43”49, sua ottava prestazione di sempre con il costume in tessuto; Ilaria Bianchi (NC Azzurra 91) è la prima dei 100 farfalla con 56”80, ottava prestazione personale all time anche per lei, a 67 centesimi dal suo record italiano. Gabriele Detti (SMGM Team Nuoto Lombardia) fa suoi i 1500 stile libero con 14’39”03, settimo miglior tempo personale di sempre. ”Questa manifestazione, insieme allo spessore tecnico e allo spirito di gruppo che cementa le squadre - conclude Butini - si dimostra rilevante per la crescita e l’educazione dei nostri atleti. Abbiamo il dovere di tramandare la memoria e mi sto riferendo al tragico incidente aereo che 50 anni fa ha segnato il nuoto italiano. Senza memoria non c’e futuro e la Federazione Italiana Nuoto sicuramente continuerà ad organizzare e promuovere la Coppa Caduti di Brema nel corso degli anni”.

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